Pubblicato da: Autore | agosto 8, 2011

Il governo pensa a nuove misure, la povera gente può cominciare a tremare

La crisi incombe. Governanti e politici, poichè non vogliono mettere le mani nelle tasche loro e dei loro amici, stanno cercando di trovare il modo di fare pagare alla gente comune, alla povera gente, ai precari, a quanti hanno bisogno di cure o di assistenza, al ceto medio, sempre ai poveri fessi, insomma, il peso di una crisi che per alcuni significa non potere arrivare alla fine del mese (forse neanche all’inizio) e che per loro significa minori guadagni o minore ricchezza (ma entro certi limiti). Hanno ragione di approfittarsi di noi, perchè non siamo in grado di dire la nostra, di metterci insieme, di fare sentire la voce del popolo, della gente. Siamo i prototipi di quanto è descritto nella poesia di Bertolt Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.

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